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A cosa serve il nostro lavoro!

Inviato da il in Management

Da quando svolgo questo lavoro mi ritrovo spesso a dover rispondere oltre alla classica domanda …”ma in cosa consiste il tuo lavoro ?”, anche a quella che mi fa sorridere di più: “a cosa serve il tuo lavoro?”.

Rispondo innanzitutto alla prima chiarendo che il nostro lavoro di consulenza nell’ambito delle risorse umane consiste nel far star bene le persone in un’organizzazione aziendale e poter far esprimere il meglio di sé; le organizzazioni che puntano al successo sono attente a questo aspetto perché si rendono conto che il vero capitale che un’azienda possiede sono le persone.

Se questo è ciò che si sente spesso dire e non è una frase fatta da manuale, ma reale e vera, osservabile nel bene o nel male in ogni azienda che incontriamo e visitiamo, mi pongo io una domanda: se il vero capitale sono le persone allora perché molti imprenditori fanno il grave errore di non coltivare e far crescere i propri collaboratori?

Quanto costa all’azienda una risorsa poco produttiva? Un’addetta alla vendita al banco poco interessata al cliente e non in grado di intercettare l’esigenza del cliente perché preoccupata da qualcosa che le frulla per la testa? Quanto abbiamo perso con una vendita mancata? Un collaboratore gestito male in amministrazione appesantito da una mole di lavoro e mai gratificato per tutto quello che fa…..quanto ci costa un suo errore contabile? Un collaboratore che si ritrova a svolgere compiti che non gli competono e tralascia il suo lavoro…….quanto costa questo lavoro non svolto? Il collaboratore però lo paghi!

 

Ruoli ben coperti ed organizzati in azienda, gente motivata e produttiva…..ecco a cosa serve il nostro lavoro! Non è la favola dell’azienda perfetta come la famiglia del Mulino Bianco! Esiste e può esistere se credi nel valore delle persone! 

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La velocità ti salva la vita

Inviato da il in Management

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento”

Nella vita come nel business, nelle vendite come nel marketing, nella gestione delle risorse umane come nella gestione finanziaria questa citazione trova la sua applicazione.

La complessità odierna ci porta a prendere decisioni in pochi minuti, tanto che in Plus X abbiamo ideato il percorso “Management del Minuto” e se non sviluppiamo velocemente questa abilità siamo fuori dal mercato.

Ovviamente al Plus Venditore interessa principalmente come applicare questo concetto alle vendite, perché senza vendite non c’è azienda!!!

Oggi come stanno andando le tue vendite?

La tua rete vendita è produttiva?

Il fatturato della tua azienda è in crescita?

La tua base clienti è in espansione?

Se non intervieni velocemente per rimettere in sesto la tua parte commerciale, domani sarai ai margini del mercato!!!

Rispondi alle domande che ti ho posto, anche come commento a questo articolo, sarò felice di risponderti e di aiutarti nella tua sfida aziendale.

Buone vendite a tutti dal Plus Venditore   

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Le persone di valore, una merce rara...

Inviato da il in Management

Ti sei  mai chiesto, come mai  è difficile trovare persone giovani, dotati di competenza e intraprendenti che desiderino venire a lavorare nella tua azienda?

Si...eppure nel nostro paese il il tasso di dissocupazione giovanile è in crescita!

Come mai, questa contro tendenza?

Sarà un problema di reputazione sul mercato della mia azienda?

O le ragioni di scelta di un posto di lavoro sono cambiate?

 

 

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QUALE MODELLO DI LEADERSHIP

Inviato da il in Management

Oggi il ruolo di leader coincide con il ruolo aziendale di quella persona che ha potere, autorità ed influenza.

 

Il leader è al centro del funzionamento organizzativo e si offre come guida, motivando gli altri a seguirlo nel proseguimento della sua visione.

Questo tipo di leader funziona solo in alcune situazioni, ma non può essere considerato coerente con la realtà economico e sociale fortemente interdipendente che oggi stiamo vivendo, infatti ogni contatto, ogni scambio di informazioni, presenta delle opportunità di influenza e quindi di leadership.

La leadership cambia forma mirando a guidare l’evoluzione dei comportamenti e delle interazioni invece di specificare i  comportamenti effettivi in anticipo, in quest’ottica, il leader non è quello che motiva i collaboratori, fornisce la direzione , dà le direttive, bensì è quello che crea le condizioni per l’auto-organizzazione delle persone.

Il leader diventa così generatore di contesti che favoriscono l’emergere di interconnessioni tra gli agenti del sistema, funzionali agli indirizzi strategici che l’azienda si è data.

Come sviluppiamo una leadership di questo tipo?

-       Lasciare autonomia alle persone, far sentire le persone capaci;

-       Curare le relazioni e generare nuove interconnessioni che possono essere utili al team;

-       Alimentare una continua comunicazione del team favorendo lo scambio di informazioni e conoscenze;

-       Avere sempre ben chiari gli effetti delle proprie azioni sull’organizzazione;

-       Sviluppare forte conoscenza degli individui che hanno maggior influenza sui comportamenti e sull’ interazione delle persone e rinforzarli;

-       Non pensare sempre a soluzioni lineari infatti spesso un risultato è spesso l’effetto congiunto di più concause;

-       Le azioni operative sono sempre orientate alle persone;

In pratica, i programmi di sviluppo di leadership dovranno cambiare la loro prospettiva verso  una sempre maggiore interconnessione tra economie, società, consumatori e collaboratori di azienda.

Taggati su: leadership management
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Saranno in molti a riconoscersi leggendo il titolo , la parola "famiglia" ci riporta alla memoria diverse sensazione, soprattutto positive come il calore, la protezione che in essa ricerchiamo, la confidenza e così via. Sono queste le "credenziali" che accompagnano e motivano la nascita di imprese che vedono la famiglia protagonista indiscussa della PMI italiana.

Questo tipo di azienda ha un notevole peso nell'economia nazionale. La successione può mettere a rischio la continuità dell'impresa in quanto costituisce sempre un passaggio delicato nella conduzione dell'impresa, e quindi la conciliazione del ricambio generazionale con la continuità dell'impresa. Il tema è complesso e richiede la disamina di diversi aspetti. La formazione del management famigliare ha avuto recentemente un rilevante impulso; si moltiplicano i corsi "Di padre in figlio" tenuti dalle scuole di amministrazione aziendale, i cui contenuti riguardano la strategia, il marketing. l'organizzazione e controllo, le finanze, la produzione, la comunicazione, l'accordo al vertice e così via.

Sovente l'abbandono dell'impresa  da parte del "padre" viene vissuto con inquietudine, i tempi si allungano e si ha la sensazione che ci sia un rifiuto alla successione che in realtà è influenzata dal business in cui l'azienda opera e dalle sue dimensioni, La grande impresa offrirà grandi spazi al management di famiglia, nella piccola gli spazi saranno limitati. Le scelte operate nell'interesse della Family, al contrario di quelle fatte nell'interesse personale hanno un effetto molto positivo sull'immagine aziendale La continuità aziendale è primaria.

I conflitti della family non vanno nascosti ma al contrario devono essere oggetto di dibattito aperto per essere rapidamente risolti. una figura familiare autorevole come pure una figura esterna alla società di comune fiducia può essere utile per la risoluzione dei conflitti; ove necessario si può far ricorso a figure professionali con competenze atte alla risoluzione di problematiche relative ad "accordi al vertice".

Il passaggio generazionale nell'azienda familiare è socialmente rilevante in quanto solo il 30% delle nuove imprese giunge alla seconda generazione e delle sopravvissute solo il 50% giunge alla 3° generazione.

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Attitudine vs Capacità

Inviato da il in Management

Una delle incomprensioni più comuni nel mondo del lavoro (ma per la verità anche al di là di questo) è quella relativa alle capacità di un individuo.

Spesso mi sento dire che una data persona ha le capacità ma non le sfrutta. Ciò avviene perchè c'è una profonda differenza tra il concetto di CAPACITA' e quello di ATTITUDINE.

Mentre infatti la capacità di un individuo definisce la sua potenzialità a compiere un'azione o a svolgere una funzione e quindi indica se quell'individuo è in grado o meno di fare una determinata cosa, l'attitudine esprime una sua predisposizione naturale a svolgere una determinata attività.

I due termini pur essendo spesso usati in maniera interscambiabile definiscono in realtà due approcci molto diversi tra loro. Per comprendere meglio il concetto facciamo un esempio. Asdrubale, è il venditore di un'azienda ed è molto bravo a vendere perchè quando si mette in testa di farlo non lo ferma nessuno. Possiede quindi una grande capacità di vendita. Purtroppo però Asdrubale si trova di buzzo buono per vendere solo poche volte al mese e quindi le sue statistiche di vendita sono molto basse. Non possiede quindi l'attitudine alla vendita che è l'abitudine a farlo in qualsiasi momento e con chiunque in maniera molto naturale.

La capacità di vendita non è detto che porti dei risultati se non è accompagnata dall'attitudine alla vendita. Questo ovviamente vale per tutte le aree e non solo per la vendita. Sviluppare delle capacità è tutt'altra storia rispetto a sviluppare delle attitudini perchè appartengono a due sfere diverse dell'essere. Analogamente comprendere le attitudini di una persona è più difficile che individuarne le capcità. Come fare allora ad individuare e a sviluppare le attitudini? Continua a seguirmi, te ne parlerò la prossima volta.

 

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