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Mirella

Mirella

L’amore per la mia terra, il credere profondamente che anche qui ci potesse essere un’ opportunità giusta per me tale da far accrescere la mia persona e tutti coloro che amano questo territorio ricco di risorse, è stato il leitmotiv, il mio credo di sempre.
Sono ideali che hanno accompagnato sin da subito gli studi universitari, la ricerca del mio lavoro, dapprima un’ immagine sfocata. Le mie iniziali esperienze lavorative in campo contabile hanno rafforzato la teoria dei libri ed accresciuta tecnicamente, ma sapevo che era un periodo ben definito e circoscritto della mia vita professionale. Dopo aver lasciato un lavoro che ormai mi stava stretto, la grande opportunità si era prospettata, seguita dopo tante incertezze e dubbi legati a dover lasciar il mio nido familiare appena creato, per riprendere a studiare e all’estero.
L’inizio con tanti dubbi e paure, usuali quando si affronta una cosa nuova e diversa dalla normale routine, si chiuse con un arricchimento personale, la conferma e la chiarezza del mio futuro lavorativo. La mia vita nel frattempo stava conoscendo grandi cambiamenti, un figlio in arrivo e allo stesso tempo una crescente voglia di dare un contributo attivo non solo alla mia famiglia, ma di essere fautrice di un maggiore benessere (non materiale) per la mia terra.
Una miriade di curricula inviati qui e là, risposte non ricevute, nessun colloquio arrivava.
Ma la cosa non mi demoralizzava, andavo avanti alla ricerca del “mio” lavoro. Nel momento in cui diverse coincidenze negative nella mia famiglia, mi avevano abbattuta a tal punto da pensare che forse sarebbe stato meglio abbandonare la mia terra, una risposta arrivò.
Un bel giorno una mail negativa mi rassicurava che, nonostante il profilo ricercato fosse stato ricoperto, sarei stata presa in considerazione per una posizione similare e calzante.
Che soddisfazione! Una risposta seppur negativa , mi era giunta!
A distanza di pochissimo tempo una telefonata cambiò la mia vita: “… il suo profilo è in linea con la ricerca che oggi la nostra azienda sta effettuando..”
Compilai un questionario, sostenni il primo, poi il secondo colloquio. Gli step della selezione erano stati superati: il mio lavoro ideale che combaciasse le mie competenze tecniche alla mia predisposizione alle relazioni umane. Un processo di selezione mai visto fin ad allora. Per un attimo non mi pareva neppur di essere al Sud, in Puglia, in provincia di Bari! Invece ero lontana poche decine di chilometri da casa, ma sicuramente molto lontana dalle altre realtà aziendali che fino ad allora avevo conosciuto o di cui avevo sentito parlare.
Ed è così che entrai a far parte dello staff Plus X, con il quale sin da subito, ho condiviso valori, quali il rispetto, la fiducia, la flessibilità, e il lavoro di squadra. Ho ricevuto la grande possibilità di lavorare al fianco delle realtà aziendali del nostro territorio, facendo leva sul concetto di “wellness enterprise”, ovvero di benessere aziendale, incentrando l’attenzione sul quel capitale che ogni impresa possiede e quasi mai valorizza: la Persona.

INDOVINA CHI ... entra in farmacia

Inviato da il in Uncategorized

Evento organizzato da

PLUS X  e FEDERFARMA Bari

 

QUAL’E’ L’IDENTIKIT DEI TUOI CLIENTI?

COSA SI ASPETTANO DALLA TUA FARMACIA?

 SEI IN LINEA CON CIO’ CHE SI ASPETTANO? 

SICURO? 

Dopo il medicinale e il  prodotto ad alta marginalità, la nuova  frontiera  della  farmacia  è rappresentata  dai servizi.  In  questa  nuova  frontiera  diventa  strategico conoscere esattamente il cliente, le sue esigenze, come fare  ad  intercettarle  e  quale organizzazione della farmacia  è  più  efficace  per  soddisfarle.  Passare  dalla soddisfazione di una richiesta alla soddisfazione di una esigenza,  sapendo  coniugare velocità,  cortesia  e professionalità, è  la  nuova  sfida  della  farmacia  3.0. Coniugare aspetti  che  sembrano  divergere  tra  loro in uno stile che rappresenti la tua farmacia e la differenzi dalle altre, in cui tutti i collaboratori si riconoscano 

 

sabato 12 dicembre 2015

START ORE 14:30

AUDITORIUM FEDERFARMA Corso A. De Gasperi, 292 - BARI 

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http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-10-22/le-10-qualita-emotive-lavoro-saper-aspettare-195319.shtml?uuid=ACzDNULB&nmll=2707#navigation

 

1. Le 10 qualità emotive sul lavoro / Saper aspettare

 

Saper aspettare non significa accettare tutto.

Bradberry, nella sua analisi, parla semmai di «saper posticipare le gratificazioni»: adattarsi alle esperienze proposte, trarre vantaggio da tutte le consegne, muoversi con elasticità anche fuori dai confini “curriculari” della propria attività.

Non si tratta di mortificare le competenze, ma di crearne di nuove e non confondere gli obiettivi (legittimi) con l'ansia di riconoscimento.

Dubbio: come si valuta il tutto in un colloquio, o addirittura da un curriculum?

Francesca Contardi, managing director di PageGroup, spiega che qualsiasi attitudine è spia dell'Eq: l'emotional quotient, il quoziente emotivo. «Quanto più il lavoro è complesso, infatti, tanto più è necessario che ad esse si affianchino le skills emotive che permettono al candidato di reagire a determinate situazioni».

Travis Bradberry, esperto di intelligenza emotiva e fondatore dello studio di consulenza TalentSmart, ha stilato un elenco delle dieci competenze di “emotional intelligence” in grado di far spiccare il volo alla carriera.
 
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"First Believe, than Achieve"

Inviato da il in Economia

Scelte complicate e  coraggiose di un Imprenditore Pugliese.

Il suo Coraggio?  "....Saper cambiare per adeguarsi ai tempi. Anche lasciando il certo per l'incerto....."

 

di LA REDAZIONE BARILIVE.IT

Natuzzi: «Reinvesto gli utili per etica»

L'imprenditore tra i protagonisti del tour di Panorama a Bari. A Santa Teresa dei Maschi le esperienze delle aziende pugliesi di successo.

«Ho voluto che la mia fosse un’azienda etica, ispirata al valore della solidarità, ai principi cristiani, perché noi siamo cristiani»: Pasquale Natuzzi, fondatore e leader indiscusso del colosso internazionale dei divani, conversa in pubblico con Giorgio Mulè, direttore di Panorama, nella chiesa di Santa Teresa dei Maschi per l’intervista del tour di “Panorama d’Italia”. E spiega fino in fondo il suo credo di imprenditore che pratica in concreto la responsabilità sociale.

«Negli ultimi 10 anni di crisi durissima, col settore immobiliare duramente colpito, meno case in vendita e quindi meno mobili, abbiamo chiuso sempre bilanci in perdita ma abbiamo salvato 3.000 posti di lavoro, per spirito di responsabilità sociale». Natuzzi ha spiegato che «dieci anni fa avevamo una posizione finanziaria netta attiva per 260 milioni, e abbiamo potuto reggere alla crisi perché avevo sempre reinvestito gli utili, seguendo i consigli di mia madre: stare alla larga dagli avvocati e dalle banche. Nel periodo in cui abbiamo globalizzato gruppo guadagnavamo all’estero ma perdevamo in Italia, eppure in 12 abbiamo investito 1 miliardo di euro autofinanziandoci».

E la visione per la Natuzzi del futuro? Essere ancora più globali: «Vedo il sole fuori dal tunnel, tra 5 anni produrremo ancora prodotti di alta qualità e avremo nostri negozi in tutto il mondo, mentre oggi un terzo non sono ancora nostri. Un consiglio ai giovani? Credere in quel che si fa, appassionarsi ai valori e al lavoro. Negli Stati Uniti ho imparato una frase che per loto è una regola di vita: "first believe than achieve’, cioè prima credere e poi conseguire».

Orgoglio Bari” è stata anche la “cifra” della tavola rotonda “Incontro di eccellenze” che, in mattinata, è andata in scena al Centro polifunzionale dell’Università di Bari. Orgogliosamente pugliese la Zero & company, l'azienda che per prima ha raccontato la sua storia di successo con Pasquale Vendola, amministratore delegato, licenziataria di grandi griffe come Paciotti, 4US, Pignatelli, Siviglia, Krizia e Disney. Anche Vincenzo Cosi, presidente di Notax, leader nei programmi di fedeltà evoluti per le farmacie, con campagne di fidelizzazioni e concorsi, punta sul rapporto solido e duraturo con i clienti.

Sta innovando il prodotto in ottica salutista anche un'azienda storica, Divella, specializzata in un prodotto tradizionale come la pasta. Anche per Massimo Nitti, direttore generale di Ferrotramviaria (464 addetti solo nel settore ferroviario) il business viene dall’estero, ma è costituito dai turisti internazionali in arrivo a Bari.

In tema di trasporti Bari è anche la capitale del Sud per la promozione della mobilità elettrica con 24 colonnine per la ricarica. L'ha raccontato Carmine Chieffo, responsabile vendite Enel Puglia e Basilicata, spiegando come il capoluogo pugliese sia diventato anche capitale della sperimentazione delle smart city. Oltre all'elettricità le aziende hanno bisogno di carburante finanziario. In questa ottica opera Fidindustria, nata dalla fusione di tutti i consorzi fidi di matrice confindustriale  attivi in Puglia per accelerare l'accesso al credito.

Non ha certo problemi creditizi Carlo Martino, presidente di Tecnomec Engineering, azienda leader dei montaggi industriali che da Bari ha raggiunto tutto il mondo: Medio oriente, Oceania, Africa, Corea. Lo stesso campo di azione di Nicola Veronico, amministratore Punto Cobat, che, con 60 dipendenti, opera a livelli di eccellenza nella gestione dei rifiuti, gestendo il 75 per cento delle batterie esauste pugliesi. L'anno scorso a Bari e dintorni sono partiti 250 Tir pieni di batterie.

 

 

 

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Una strategia commerciale vincente

Inviato da il in Economia

Sul mercato italiano il settore dell'abbigliamento è quello che sta subendo duri colpi? 

Ecco cosa ci racconta un azienda italiana, una "made in Italy", grazie obiettivi chiari e a una strategia commerciale vincente ...

Vediamo insieme... e commentate sarei curiosa di conoscere la vostra opinione in merito....

http://www.panorama.it/economia/aziende/brunello-cucinelli-segreti-successo/

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Cervelli in fuga

Inviato da il in Uncategorized

Leggendo il Sole24ore,

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-09/america-patria-elezione-cervelli-fuga-l-impresa-spiega-perche--151300.shtml

mi chiedo qunado i manager italiani, saranno pronti ad accogliere i nostri "cervelli" made in italy, per cominciare a fare sul serio innovazione?

Voi cosa ne pensate?

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Pronti alla Ripresa?

Inviato da il in Uncategorized
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Le persone di valore, una merce rara...

Inviato da il in Management

Ti sei  mai chiesto, come mai  è difficile trovare persone giovani, dotati di competenza e intraprendenti che desiderino venire a lavorare nella tua azienda?

Si...eppure nel nostro paese il il tasso di dissocupazione giovanile è in crescita!

Come mai, questa contro tendenza?

Sarà un problema di reputazione sul mercato della mia azienda?

O le ragioni di scelta di un posto di lavoro sono cambiate?

 

 

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TU COME GESTISCI IL CREDITO?

Inviato da il in Economia

Buonasera amici imprenditori e/o responsabili amministrativi, gestendo ogni giorno in azienda l'attività amministrativa  il credito aziendale, vorrei cominciare a confrontarmi con voi, su una delle attività importantissime delle nostre aziende: il recupero del credito!

Inutile ribadire che, oggi le regole del mercato sono cambiate! Il quadro economico è sempre più rappresentato da  imprese che lavorano e fanno affidamento quasi esclusivamente sulle proprie capacità di generare liquidità, e da istituti di credito sempre meno disposti a erogare credito e a supportare le imprese. Alla luce di ciò, sono sicura che il mercato e le regole sono notevolmente influenzati dal nostro modo di operare, che deve evolversi e innovarsi.  In una situazione simile, occorre interrogarsi: Cosa posso cominciare a fare per cavalcare l'onda del mercato?  Io comincerei a:  -  rivedere la mia organizzazione e gestione di tutte le attività; -  focalizzare l'attenzione su una variabile importante della liquidità: i crediti commerciali!

Dopo questa piccola premessa, sarei curiosa di conoscere voi cosa ne pensate e come gestite e tenete sotto controllo il credito?

Vi do appuntamento al prossimo mese!

 

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PMS

Inviato da il in Uncategorized

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Conversazione aziendale

Inviato da il in Comunicazione

 

La comunicazione svolge un ruolo basilare in azienda, sia per i  manager come strumento di una più efficace leadership che di collegamento ottimale tra le diverse aree organizzative. La comunicazione aziendale spesso è  intesa come semplice parlare delle esigenze e problematiche legate al proprio lavoro. Considerare la comunicazione come  conversazione tesa al parlare spontaneo  e sincero riguardo la vita personale, alle vicende del  mondo  o anche degli stessi problemi aziendali e/o professionali genera riflessi positivi nell’organizzazione aziendale. Il  conversare così inteso, garantisce un modello di business sicuramente vincente poiché permette all’interno dell’azienda  di coinvolgere  e motivare maggiormente i propri collaboratori, di fruire più facilmente dell’intelligenza  creativa collettiva. Tale modello comunicativo presenta dei caratteri importanti: - l’intimità (ovvero accorcia le distante tra gli interlocutori: capo e collaboratore  e tra collaboratori); -  l’interattività (la propensione all’ascolto e all’apprezzamento degli altri); -  l’inclusione (nelfar sentire tutti parte integrante dell’organizzazione), e infine l’intenzionalità (definire obiettivi  e mete condivisibili che contribuiscano a unire gli sforzi comuni). La paura di esporsi, la riservatezza tra capi e colleghi genera una distanza che si ripercuote sulle relazioni lavorative. L’essere interessati all’altro interlocutore, l’immedesimarsi nella sua storia a prescindere dal contesto o dalla posizione gerarchica favorirà il nascere di opportunità e risultati positivi, ovviamente il mettersi in gioco e l’attivazione di tale processo parte in primo luogo dal vertice aziendale.

 

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